Tra acque e boschi
Il libro "Tra acque e boschi" rappresenta il prodotto finale di un percorso avviato, nell'ambito del "Progetto Lettura" in collaborazione con lo scrittore Arrigo Filippi, dalle scuole primarie dell'Istituto Scolastico di Sovere a partire dall'anno scolastico 2000/2001.
Il "Progetto Lettura" ha voluto essere in questi anni una risposta all'esigenza dei bambini di leggere e di scrivere, al di là dei contesti disciplinari, per il piacere di avventurarsi all'interno di possibili intrecci narrativo - fantastici o di divagazioni giocose della parola.
Il libro, questo libro, non insegue la pretesa di realizzare un prodotto perfetto, quanto piuttosto l'intento di fare memoria di un'esperienza condivisa, creativa e carica di magia. Ogni classe si dona e dona alle altre classi le proprie "storie", narrate in modo lieve e festoso, per entrare nel mondo suggestivo delle parole, del verso, della narrazione.
Il gruppo di lavoro "Progetto Lettura":
Scrittore: Arrigo Filippi
Insegnanti: Maria Luisa Guizzetti, Patrizia Blam, Maria Maddalena Colombo, Patrizia D'Innocenzio, Anna Gazzola, Maria Ester Gnecchi, Loredana Matzè, Maria Teresa Negrinotti, Caterina Schiavi.
Supporto informatico: Manuela Zanni.
Prefazione a cura di Antonio Bianchessi - dirigente dell'Istituto Comprensivo di Sovere
Le acque e i boschi. e i monti, i villaggi, la natura e le opere dell'uomo che allietano le colline digradanti e i pianori che sovrastano la valle del Borlezza. ma soprattutto loro: i bimbi delle scuole primarie di Bossico, Pianico, Sovere. Una realtà viva, molteplice, felicemente disordinata, che a volte sembra quasi ripetere il chiassoso vorticare del fiume e che in altri momenti ama invece indugiare e perdersi tra le infinite suggestioni di un paesaggio capace ancora d'incanto.
I bambini, dunque: con la loro voglia di ridere e commuoversi ad un tempo, con quel bisogno sempre risorgente di conoscenza e fantasia, senza i distinguo e le soluzioni di continuità in cui il mondo degli adulti così spesso si confina.
In questo incontro, tra le tante eredità dei luoghi e la spontaneità dei bimbi, inevitabilmente soggetto ad elusioni, avvicinamenti e persino identità quasi perfette, sta la ragione ultima del libro. Ma su una scommessa analoga, volendo tendere il discorso a limiti più lontani, riposa il senso autentico di ogni proposta educativa.
Insieme agli alunni, allora, i maestri e le maestre. La loro presenza, per quanto silenziosa, si avverte in ogni pagina: sono lì, tra le righe, a suscitare e contenere, a liberare e correggere, a cercare di porre un argine e un senso a un processo che sembra correre in bilico, ad ogni istante, tra l'ordine e il caos. Più che un lavoro, un'arte.
E infine Arrigo Filippi, con i suoi entusiasmi e dubbi di scrittore, a cercare una possibile armonia tra le diverse voci oppure teso nel tentativo di unire i fili più disparati se non proprio in una trama in qualcosa che conservi l'effervescenza iniziale, senza tradire quel gusto di confondere e l'apparente saltare di palo in frasca che caratterizzano non solo le narrazioni dei bimbi ma la stessa letteratura nella sua fase iniziale.
I bimbi, gli insegnanti, lo scrittore: sono gli elementi essenziali del Progetto Lettura e di questo libro che ne costituisce l'esito creativo. Tuttavia, al momento di congedare l'opera, è forse opportuno richiamare l'attenzione sul libro segreto di cui parla Arrigo Filippi nella sua postfazione. A mio avviso, quelle pagine senza forma non sono del tutto illeggibili. Hanno bisogno di pause e di silenzi, questo sì, per essere colte nel loro magico passare. E i disegni infantili, con le atmosfere irreali e rarefatte e quella capacità di racconto che solo pochi artisti hanno saputo esprimere, quei Giotto modesti ed incantati, i piccoli Chagall e gli enigmatici De Chirico.bene, quei disegni e quei colori sono la pausa e il silenzio, il ritmo e la poesia di un libro segreto che, mi auguro, il lettore avvertito potrà pian piano sfogliare.
Il libro segreto - Postfazione a cura dello scrittore Arrigo Filippi
Un libro non è soltanto un libro, il canonico oggetto costituito da una copertina, un certo numero di pagine, un'estensione più o meno grande di parole: un libro è soprattutto un'anima. Un'anima che si nutre della prossimità di altre anime, quelle dei lettori, naturalmente. Ma ogni libro tangibile ne occulta uno invisibile, segreto, non stampabile, non rilegabile né riconducibile ad una forma compiuta. E' il libro, per usare una metafora, edito dalla "Casa Editrice dell'Anima", illeggibile ad occhio nudo. Ciò vale anche per l'opera presente, nella quale pulsa un cuore di misteriose emozioni: quelle vissute durante la stesura dei racconti. Sono pagine nelle quali decantano le parole pronunciate e mai scritte, ma anche quelle mai proferite. E gli assorti silenzi, i divaganti commenti, le improvvide asserzioni. E gli impacciati indugi, le stravaganti ipotesi, i malinconici ripensamenti. E i tormentosi dubbi, i compiaciuti azzardi, i ricusati pensieri. E le animate dispute chiassose, le calme sospese delle pensose attese. Insomma, tutti quei momenti che non si trasfigureranno mai in una consolidata scrittura, in un libro commerciabile. Sono le emozioni che abbiamo intrecciate insieme io, gli alunni e le maestre. E i banchi, i mobili, le pareti delle aule. E il sole affacciato alla finestra, la nuvola in lento transito nel cielo, la calma del mattino, la luce speculativa del mezzogiorno, il vento stralunato e vagabondo. Sono pagine stropicciate, slabbrate, zeppe di scarabocchi e cancellature, disseminate di brandelli di idee appena formulate, in gran fretta liquidate. Da qualche parte deve esistere un paradiso delle storie mai scritte, troncate, smembrate, infine abbandonate al loro ignoto destino. A quelle storie minori, a quei grumi di parole sacrificate sull'altare della decisione a maggioranza, a quei frammenti di misteriosa, ignorata bellezza, dedico il mio riconoscente e affettuoso omaggio. Ben sapendo, però, che tali storie non saranno perdute per sempre ma vivranno dentro di noi. La nostra memoria è la loro biblioteca, la nostra anima il loro paradiso ritrovato.
|